Stranger Things. La serie che ci fa tornare agli anni ’80.

Consigliato per gli amanti dei fantasy d’avventura con adolescenti come protagonisti, per chiunque sia appassionato dei Goonies, Stand by me e ET. E’ una serie tv con mostri in cui è presente sempre una certa tensione emotiva, pertanto la visione ai minori di 12 anni è consigliata solo in presenza di un adulto.

  • Titolo originale: Stranger Things
  • Durata media degli episodi: 55 minuti
  • Stagioni: 3 (in arrivo la 4)
  • Numero degli episodi: 8
  • Distribuzione streaming: Netflix
  • Genere: adventure drama fantasy

Trama

Nell’idillica cittadina di Hawkins, nell’Indiana del 1983, le vite ordinarie di un piccolo gruppo di giovani nerd, delle loro famiglie danneggiate e di una comunità sonnolenta sono stravolte in modi diversi dalla scomparsa di un dodicenne, Will. Mentre amici, familiari e una polizia a corto di risorse e spirito d’iniziativa portano avanti le ricerche, talvolta sconfinando l’uno nel territorio dell’altro, attorno al caso si muovono inquietanti forze misteriose che coinvolgono esperimenti governativi top-secret, presunte creature mostruose e una strana bambina con un nome e un appetito ancora più strani.

Curiosità

Hawkins, l’immaginaria cittadina dell’Indiana che fa da ambientazione alla serie, corrisponde nella realtà a Jackson, un comune nella Contea di Butts, in Georgia. Durante le prime fasi dello sviluppo, gli autori avevano scelto Montauk, l’omonima cittadina nello stato di New York, come scenario delle vicente. Montauk era stato scelto anche come titolo della serie.

Una serie cult e iconica

Creata nel 2016 dai fratelli Matt e Ross Duffer per Netflix, a distanza di quattro anni dal suo debutto Stranger Things si è aggiudicata il titolo di serie tv più seguita e apprezzata della nota piattaforma streaming, diventando un piccolo instant cult dedicato ad un pubblico inizialmente di nicchia, ma che col tempo ha saputo catturare anche l’attenzione di un’ampia cerchia di spettatori occasionali. Complici le ambientazioni che hanno fatto la gioia degli amanti del revival anni ‘80, un cast composto da grandi star e giovani talenti in ascesa, i continui riferimenti alla cultura nerd dell’epoca – da giochi come Dungeons & Dragons alle numerose citazioni cinematografiche – e le musiche ricercatamente contestualizzate, a partire dall’ormai celebre tema musicale realizzato a suon di synth, la sigla (vedi sopra) è un autentico capolavoro Lo show dei Duffer è riuscito a tenere il pubblico incollato al piccolo schermo per tutta la durata delle sue tre stagioni. E promette di fare altrettanto con il suo atteso ritorno.

Stranger Things: voto 9. I fratelli Duffer ci hanno regalato una perla che rimarrà nella storia della TV

Un tuffo negli anni ’80, per sentirci nuovamente al sicuro, ritornando a vivere in un’età e in un’epoca dove tutto era più roseo e il solo problema era decidere cosa fare per trascorrere gli interminabili pomeriggi d’estate. È stata questa la carta vincente che ha ammaliato un’enorme fascia di consumatori, quelli che oggi hanno tra i 30 e i 40 anni, e che sono il target ideale per gli utenti Netflix. o. E ogni volta che nella serie echeggia Should I Stay or Should I Go (“Dovrei restare o andarmene?”) dei Clash, lo spettatore pensa sempre che valga la pena restare.

Cosa convince 👍

Stranger Things è stato girato nel 2016, ma appare in tutto e per tutto come una produzione anni ’80. Nel comparto estetico tutto è impeccabile al limite del maniacale. Vestiti e mode, così accurati da definire i divari di età e i caratteri dei protagonisti alla prima occhiata (gli indumenti di Nancy e Barb rimarcano l’intraprendenza della prima e la “sfigataggine” della seconda); scenografie e luci restituiscono un’atmosfera vintage, saturata dal merchandising di Guerre Stellari. Poi ci sono le musiche, dove riecheggiano note di John Carpenter, con un occhio di riguardo a Distretto 13.

Ma non basta un budget adeguato e una messa in scena stilosa per catturare l’essenza degli anni ’80. Occorre lo spirito, l’atmosfera. Quel miscuglio di avventura e paura, di pericolo e trionfo che si prova “vivendo” un film (o una serie in questo caso) dimenticandosi totalmente che è qualcosa di fittizio costruito a tavolino. Questa era la forza dei film della nostra infanzia ed è la medesima che si riversa in Stranger Things: per questo nonostante la storia sia densissima di situazioni già viste e di citazioni più o meno esplicite, riesce a inchiodare lo spettatore alla poltrona, attanagliandolo puntata dopo puntata. Sono le emozioni il cuore di tutto, sensazioni autentiche e cristalline, che sia l’amore sconfinato di un genitore o il senso di un amicizia tanto forte da apparire immortale.

Cosa non convince 👎

La serie pecca in un solo dettaglio, forse tanto piccolo da apparire insignificante agli occhi dei più, ma che per gli appassionati di questo genere “d’archivio” rischia di sgretolare l’ottimo lavoro fatto. Il demogorgone, Il mostro da combattere. Il nemico dei bambini, incarnazione delle loro paure da superare come nella miglior tradizione narrativa degli anni ’80 e non solo. Dal punto di vista del design è splendido, con gli arti sproporzionati e la sua testa a fiore che riecheggia la pianta carnivora di Jumanji. Sapientemente, la regia lo tiene nascosto nell’ombra per quasi tutta la serie, mostrandolo nella sua inquietante integrità solo nello scontro finale. Tutto bello, tutto da manuale, ma c’è un ma… È digitale!

Ed è logico che in una produzione moderna di questa portata sia così, ma dato che tutto nella serie inneggia e glorifica gli anni ’80 e ogni aspetto della messa in scena è votato su questo concetto, forse era lecito aspettarsi un nemico che non fosse in CGI (computer-generated imagery). Come detto sopra è un’inezia che il 90% del pubblico non noterà nemmeno, ma per i puristi resterà un po’ di amaro in bocca nel non vedere un mostro fatto di protesi, lattice e silicone che spalanca le proprie fauci tramite un sistema idraulico radiocomandato. Questo tocco di artigianalità alla Stan Winston è la sola cosa che manca, che avrebbe potuto rendere perfetta una serie che comunque la perfezione già la rasenta.

Miglior personaggio 🏆

Undici, interpretata da Millie Bobby Brown: voto 10. La grande interpretazione della giovane attrice la fa diventare oggetto di ottime recensioni della critica. Non solo, questo suo grande lavoro viene premiato con la nomination agli Emmy Award, diventando l’attrice più giovane a ricevere tale prestigiosa candidatura.