Ecco la classifica delle 10 migliori serie TV fantasy. Voi che ne pensate?

La classifica delle migliori serie tv fantasy e fantastiche. Consulta le schede delle serie consigliate, leggi le recensioni e aggiungi il tuo voto ai telefilm più interessanti. Costantemente aggiornata, la classifica è basata sul Moviescore, ovvero la sinergia tra l’opinione critica della nostra redazione e il voto dei nostri lettori. Oltre a scoprire cosa poter guardare, contribuisci alla scalata delle serie tv consigliate nella nostra classifica delle migliori serie tv fantasy!

1) Il Trono di Spade (2011 – 2019)

Fantasy series adattamento della saga letteraria di George R.R. Martin narra la battaglia per conquistare il Trono dei Sette Regni di Westeros, tra intrighi politici, guerre sanguinose, alleanze e tradimenti tra le varie Case del regno, mentre a Nord della Grande Barriera si cela il vero nemico degli uomini, una razza di creature gelide e mostruose che possiede un enorme potere sui vivi e sui morti. Chi trionferà alla fine? E chi siederà sul leggendario Trono di Spade?

2) Doctor Who (2005 – …)

Riprendono le avventure del Signore del Tempo più amato e longevo del piccolo schermo: il Dottore è di nuovo tra noi, rigenerato e pronto a viaggiare nel tempo e nello spazio con i suoi nuovi compagni di avventure, Rose, Mickey, Martha, Donna, e altri ancora con cui vivrà nuove, strabilianti avventure, combattendo nemici vecchi e nuovi, tra cui i temibili Daleks, i Cybermen e perfino l’antica nemesi del Dottore: il Maestro.

3) Supernatural (2005 – …)

Dramma horror che ruota intorno ai due fratelli Winchester, Sam e Dean, due “cacciatori” di mostri, fantasmi, vampiri, demoni, le cui vite sono intrinsecamente collegate al destino della razza umana.

4) In viaggio nel tempo (1989 – 1993)

Sam Beckett è un geniale scienziato che ha inventato un modo per poter viaggiare nel tempo. Impaziente di provare la validità della sua opera e per ottenere la conferma dei finanziamenti, Sam entra nell’acceleratore quantico e svanisce. Viaggiando nel tempo, prendendo il posto delle persone cui ‘salta’, Sam cerca di rimediare agli errori del destino. La sua unica guida è Al, suo amico e collaboratore, che in forma di ologramma lo aiuta a risistemare gli ‘sbagli’, cercando contemporaneamente un modo di riportarlo a casa.

5) Buffy – L’Ammazzavampiri (1997 – 2003)

La liceale Buffy Summers scopre di essere la “prescelta”, una ragazza dotata di poteri speciali e destinata a combattere contro i vampiri e tutte le creature del male che minacciano la Terra, insieme ai suoi amici Xander e Willow e all’Osservatore Mr. Giles. Ma il destino è crudele e tra le tante battaglie che dovrà affrontare, la più ardua sarà quella contro il suo amore per Angel, vampiro “maledetto” dagli zingari, che ha rubato il cuore dell’impavida Cacciatrice.

6) X-Files (1993 – 2018)

Dramma sci-fi che ha conquistato milioni di fan in tutto il mondo, segue le indagini dei due agenti dell’FBI Fox Mulder e Dana Scully, impegnati a risolvere casi “bizzarri” e all’apparenza inspiegabili e spesso collegati a incontri del “terzo tipo”, senza sapere che loro stessi sono coinvolti in una misteriosa cospirazione sulla colonizzazione della Terra da parte di una razza aliena.

7) I segreti di Twin Peaks (1990 – 2017)

Crime series dai toni sovrannaturali, Twin Peaks è un cult televisivo che segue le indagini sull’omicidio di Laura Palmer, teenager apparentemente innocente e amata da tutta la città. L’Agente dell’FBI Dale Cooper è convinto che l’assassino sia lo stesso serial killer a cui sta dando la caccia da un anno, ma le indagini porteranno a galla tutto il marcio, e le forze misteriose, che si nascondono dietro la sorridente cittadina di montagna.

8) Stranger Things (2016 – …)

Mistery dai toni sovrannaturali ambientato negli anni ’80, segue le indagini sulla sparizione di un ragazzo che porteranno alla scoperta di esperimenti governativi top-secret e forze sovrannaturali dai poteri terrificanti.

9) Batman (1966 – 1968)

Basata sull’omonimo fumetto, la serie racconta le vicende di Bruce Wayne, un uomo che ha perso i suoi genitori da bambino per mano di un criminale. Erede dell’immensa fortuna dei Wayne, Bruce cresce ossessionato dal trauma che l’ha segnato e decide di usare i suoi miliardi per combattere le forze del crimine, assumendo un’identità segreta: Batman. Con l’aiuto del fidato maggiordomo Alfred, del Commissario Gordon e dell’amico Robin, Batman diventa una figura leggendaria, paladino della giustizia e nemesi di tutti i malviventi di Gotham City.

10) Lost (2004 – 2010)

I sopravvissuti di un incidente aereo sono bloccati su un’isola apparentemente deserta che non tarderà a rivelare i suoi pericoli e i suoi misteri.

Nata per sostituire Game of Thrones. La Scheda di The Witcher

Consigliato agli amanti delle serie storiche in costume, agli orfani di Game of Thrones, agli appassionati del relativo videogioco e ovviamente ai lettori di Andrzej Sapkowski.

  • Titolo originale: The Witcher
  • Durata media degli episodi: 55 minuti
  • Anno di produzione: 2019 – in corso
  • Stagioni: 1
  • Numero degli episodi: 8
  • Distribuzione streaming: Netflix
  • Genere: avventura, fantasy

Trama

The Witcher è una serie fantasy di Netflix e basata sull’omonima saga letteraria dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski, da cui è stato tratto anche un famoso videogioco action RPG. La storia è incentrata su Geralt di Rivia (Henry Cavill, la star di Superman), un essere umano geneticamente modificato e dotato di poteri speciali con cui sconfigge i più temibili mostri della tradizione slava, sparsi in un continente immaginario diviso tra l’Impero di Nilfgaard e il Regno di Temeria.

La sua vita è scandita dalle missioni che gli vengono affidate, e che nella maggior parte dei casi si rivelano più semplici dei rapporti sociali con altri esseri umani, spesso più malvagi delle bestie, finché Geralt non incrocia sul suo cammino la potente strega Yennefer di Vengerberg (Anya Chalotra, Sherwood) e la giovane principessa Cirilla (Freya Allan, Badlands): la prima, è una donna costantemente in guerra con se stessa, che ha vissuto un’infanzia terribile, vittima di un padre che la ripudiava perché nata con la spina dorsale deformata, prima di venire educata alle arti magiche dalla potente sacerdotessa Tissaia de Vries (MyAnna Buring, Ripper Street); la seconda, invece, è una giovane adulta, discendente da esseri magici, che ha perso tutte le persone che amava nel corso di una notte, diventando l’unica erede di Cintra.

L’unico che può salvarla da morte certa è Geralt, il suo “Destino”, con il quale sviluppa un rapporto stretto quanto quello di un padre e di una figlia. In un mondo sempre più instabile e prossimo al conflitto, i tre uniscono le forze per difendere l’ultimo baluardo di civiltà rimasto. Il resto del cast include Jodhi May (A.D. La Bibbia continua), Björn Hlynur Haraldsson (Fortitude), Adam Levy (Knightfall), Therica Wilson-Read, Millie Brady (The Last Kingdom), Eamon Farren (Twin Peaks: Il Ritorno), Tom Canton (Wasted), Lars Mikkelsen (House of Cards – Gli intrighi del potere) e Joey Batey (Knightfall).

Curiosità

The Witcher di Netflix è l’adattamento televisivo del popolare ciclo di romanzi fantasy (anche conosciuto come Saga di Geralt di Rivia) dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski, la stessa che ha ispirato l’altrettanto fortunata serie di videogame della polacca CD Projekt RED, la cui prima pubblicazione, la raccolta di racconti Wiedźmin, risale al 1990. Dopo l’ordine della serie nel maggio del 2017, si è diffusa l’indiscrezione secondo la quale Sapkowski era coinvolto nel progetto come consulente creativo, voce smentita da egli stesso nel gennaio successivo.

Tuttavia, nell’aprile del 2018, l’autore ha incontrato l’ideatrice, showrunner e produttrice esecutiva Lauren Schmidt Hissrich, la quale ha riferito successivamente che Sapkowski era ufficialmente un membro del team creativo. Henry Cavill si è unito al cast della serie tv nel settembre dello stesso anno, dopo aver manifestato durante un’intervista la propria disponibilità a interpretare il ruolo di Geralt.
Ambientata in un continente immaginario del quale nei romanzi non viene mai esplicitato il nome, The Witcher e i suoi episodi sono stati girati in Uruguay, nell’America meridionale.

Prepariamoci allo spin-off sui Targaryen. Ecco cosa è successo ai Draghi

A ridosso dell’ultima stagione di Game of Thrones si è parlato molto del futuro del franchise ispirato ai romanzi delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George RR Martin, in progetto c’erano cinque spinoff compreso uno che avrebbe seguito le avventure per i mari di Arya e un altro che annunciava già la presenza nel cast dell’attrice australiana Naomi Watts.

La profezia di Daenerys

La parabola di conquista dei Targaryen inizia quando Daenys la Sognatrice, figlia di Aenar, predice un cataclisma destinato a spazzare via i territori della Valyria, nel continente orientale, dove risiede la casata che governa i draghi. A differenza degli antichi greci, questa nobile famiglia prende seriamente le parole dei chiaroveggenti, così Aenar vende casa e proprietà, fa i bagagli e si trasferisce con tutti i parenti, gli schiavi, i servitori e soprattutto i draghi (ne ha cinque!) a Roccia del drago. Quanto predetto si verifica una decina di anni dopo e gli unici signori dei draghi a sopravvivere al disastro sono i Targaryen. Il secolo successivo è all’insegna degli scontri per il potere nei territori di Essos (il citato continente orientale). Molti draghi muoiono nel corso di cent’anni di scontri, ma l’abile Aegon, con l’aiuto del letale drago Balerion, mette fine alla guerra.

Aegon il conquistatore

Aegon, poi detto, a ragione, il Conquistatore, si concentra sul continente occidentale e i territori intorno a Roccia del Drago. Dalla sua parte ci sono l’astuzia, la forza, le due sorelle e consorti Rhaenys e Visenya e il potere di tre draghi (uno per Targaryen, ovvero Balerion, Meraxes e Vhagar) che nel corso di un paio di anni riescono a sottomettere i Sette Regni di Westeros (che ben conosciamo già grazie a Il trono di spade) e piegarli – questo fin dall’inizio il suo intento – al controllo di un unico sovrano. Ogni volta che Aegon conquista i territori di un lord avversario si appropria delle armi dei perdenti che andranno a formare il trono di spade: intorno a questo costruisce un castello e poi una città, la capitale del suo regno Approdo del Re. Solo Dorne non cade, e dopo la morte di una delle mogli sorelle di Aegon – Rhaenys e del suo drago, Aegon accetta la disfatta e la fine della guerra di conquista.

Le ribellioni

Spesso mantenere unito un regno popolato di signori recalcitranti è più difficile che conquistarlo ed è quello di cui si rende presto conto Aenys I, figlio di Aegon, che come tutti i Targaryen era malvisto dagli abitanti dei Sette regni perché nato dall’incesto. L’abitudine dei membri della casata dei draghi di unirsi tra consanguinei è il pretesto per i conflitti più bellicosi che i discendenti di Aegon affrontano a Westeros. Il Culto dei dette dei, che in Il trono di Spade prende di mira Cersei (con conseguenze sanguinose) proprio per la sua relazione col fratello Jaime, si era messo contro due secoli prima Maegor, fratello minore di Aenys che dopo aver sposato la nipote di un Septon, Ceryse, l’aveva abbandonata. I Targaryen erano tornati quindi all’usanza di procreare tra di loro. Lo scontro tra re e chiesa si conclude con la reazione violenta e implacabile di Maegor, poi noto come uno dei regnanti più spietati di sempre a cui succede il più saggio Jaeherys.

La danza dei draghi

Tutto sommato i nemici più pericolosi dei Targaryen sono se stessi, e se c’è un momento che aspettiamo con particolare fervore di vedere in House of the Dragon è la guerra tra Targaryen, nello specifico Rhaenyra e Aegon II, fratellastro che era atto incoronato contro il volere del padre, alla morte di quest’ultimo. Alla fine perde l’erede legittima, incenerita dal drago di Aegon. Questo dà in sposa, a malincuore, la figlia Jaehaera al figlio della sorellastra, Aegon il Giovane che diventa sovrano ancora adolescente. La pace per i Targaryen si fa sempre più lontana; indeboliti dagli scontri fratricidi, vengono attaccati da Dorne.

La guerra sarà placata solo dalla benevolenza di Baelor, Targaryen mite e pio che prenderà i voti religiosi da Septon (i quali comprendono anche la castità e quindi la rinuncia ad aver figli eredi al trono). Sempre più sfortunati, i Targaryen si ritrovano di nuovo invischiati in lotte tra consanguinei a causa di Daemon Blackfyre, figlio illegittimo di Aegon IV che reclama per sé il trono ma senza successo, dando il via a vari tentativi violenti dei suoi discendenti per accaparrarselo.

Il declino dei Targaryen

Il poterei dei Targaryen è sempre risieduto nel controllo dei draghi, è naturale che la disfatta della casata coincida quindi con la mancata nascita di nuove creature alate. Quando le uova smettono di dischiudersi, per la dinastia è l’inizio della fine. Siamo sempre più a ridosso dei fatti narrati in Il trono di spade, quando il padre di Daenerys perde il senno e viene ucciso da Jaime Lannister. Pochi decenni prima Aerys II si era circondato di giovani consiglieri tra cui il diabolico Tywin (il papà di Cersei, Jaime e Tyrion), suo Primo cavaliere per vent’anni. Mentre questo, calcolatore e freddo, diviene sempre più potente, Aerys diviene via via sempre più instabile a causa del dolore per la morte di molti figli tra aborti, bimbi nati morti o deceduti prematuramente in culla.

La relazione tra i due si incrina sempre più, soprattutto con il rifiuto del re di unire le casate tramite matrimonio. Il resto della storia la conosciamo grazie a Game of Thrones: la paranoia di Aerys che si scaglia anche contro il figlio maggiore Rhaegar (sposato a Elia Martell ma innamorato della sorella di Ned Stark che darà alla luce Jon Snow), a sua volta fratello di Viserys e Daenerys. La sua follia sfocerà alla fine nel desiderio di bruciare Approdo del Re, spenta dalla spada di Jaime Lannister che lo ucciderà mettendo fine alla sovranità dei Targaryen sui Sette Regni.

Disposti a tutto pur di sopravvivere. Il terribile incubo di The Walking Dead

Consigliato a tutti gli appassionati del mondo zombiesco, quindi ai fan di Resident Evil e chi ha nel cuore lo storico film L’alba dei morti viventi del 1978 o il remake del 2004. Più in generale a tutti gli amanti dell’horror. Sconsigliato ai minori di 14 anni.

  • Titolo originale: The Walking Dead
  • Anno di produzione: 2010 – in produzione
  • Durata media degli episodi: 45 minuti
  • Stagioni: 10
  • Numero degli episodi: 148
  • Distribuzione streaming: NOW TV
  • Genere: horror

Trama

Svegliatosi dal coma dopo essere rimasto ferito mentre era in servizio, il vice sceriffo Rick Grimes scopre che il mondo non è più come lo aveva lasciato. Un’apocalisse zombie ha devastato il pianeta e lui è uno dei pochi sopravvissuti. Disperato e disorientato, Rick cerca subito di ritrovare la moglie e il figlio scomparsi. Con loro, e un gruppo di sopravvissuti, viaggia attraverso il Paese in cerca di un nuova casa, lontano dalle orde di zombie.

Il protagonista principale

Rick Grimes

Rick Grimes è il protagonista della serie interpretato da Andrew Lincoln. Creato dallo scrittore Robert Kirkman e da Tony Moore, il personaggio ha fatto il suo esordio in The Walking Dead nel 2003. Rick Grimes è vice di una piccola città. Si risveglia dal coma per scoprire il mondo invaso da zombie, e una lotta per la sopravvivenza ne consegue.

La moralità di Rick è costantemente testata per proteggere la sua famiglia e gli amici. Nel corso del tempo, diventa più freddo e più brutale, che lo pone in contrasto con altri sopravvissuti che adottano la stessa mentalità. Come Rick vuole mantenere l’innocenza di suo figlio, la sua brutalità è ulteriormente provata dal suo stesso gruppo. Rick riesce a riconquistare il suo ruolo di genitore ed è in grado di essere un padre ancora una volta, ma gli antagonisti cercano di sfruttare e contrastare la sua forza.

Curiosità

The Walking Dead di AMC si basa sull’omonimo fumetto creato da Robert Kirkman e Tony Moore, pubblicato dalla Image Comics a partire dal 2003.
Dalla seconda stagione, AMC produce e trasmette parallelamente agli episodi della serie Talking Dead, un talk show in diretta nel quale, per mezz’ora, gli attori e i produttori commentano gli episodi e rispondono alle domande dei fan e del pubblico. Il programma, presentato da Chris Hardwick, moderatore anche dei panel di The Walking Dead al Comic-Con di San Diego, segue un’idea già sperimentata da altre reti (Bravo, MTV) con i loro show più seguiti.


Esistono due versioni dei crediti di apertura di The Walking Dead. La prima porta la firma di Daniel Kanemoto, il quale ha creato una sequenza molto bella unendo alcuni pezzi strappati digitalmente dalle pagine del fumetto illustrate da Charlie Adlard e Tony Moore. Tuttavia, pochi giorni prima del debutto, AMC precisò che i crediti di apertura erano stati sostituiti con una sequenza più adeguata alle atmosfere della serie, in grado di accompagnare il pubblico nel senso d’inadeguatezza e pericolo che la caratterizza.


Il debutto di The Walking Dead, avvenuto negli Stati Uniti la notte di Halloween del 2010, è stato preceduto da una campagna promozionale particolarmente originale. Oltre ad alcune iniziative promosse attraverso il sito web di AMC – come la pubblicazione di un fumetto animato, un concorso che permetteva di vincere 5,000 dollari e la produzione di alcuni documentari dedicati all’horror e al dietro le quinte dello show – nelle ore antecedenti alla premiere mondiale, 26 grandi città in tutto il mondo (New York, Washington, Chicago, San Francisco, Los Angeles, Taipei, Hong Kong, Istanbul, Atene, Sofia, Estonia, Belgrado, Munich, Madrid, Roma, Johannesburg, Londra, Lisbona, San Paolo, Buenos Aires, Santiago, Caracas, Bogota, Città del Messico e Città del Guatemala) sono state invase da orde di zombie. Adulti e bambini truccati e vestiti da morti viventi hanno sfilato per le vie centrali terrorizzando i passanti.

Ribelle, solo e pensoso. Scopriamo la vita di Ulrich Nielsen

Fascino e credibilità

Classificazione: 4 su 5.

Ulrich Nielsen lavora come ispettore di polizia a Winden. Quando suo figlio Mikkel scompare, Ulrich vede capovolgersi il proprio mondo. Utilizzerà qualsiasi mezzo ai limiti della legalità per ritrovare il figlio. Il suo capo, Charlotte Doppler, decide infine di sollevarlo dal caso, reputandolo eccessivamente coinvolto dal punto di vista emotivo.

La vita di Ulrich è un casino come d’altronde tutta l’intrecciata storia di Winden. Personaggio indubbiamente forte e coraggioso.

Stabilità mentale

Classificazione: 3 su 5.

Uomo dal carattere istintivo e talvolta irascibile, si comporta come un padre amorevole nei confronti dei figli Magnus, Martha e Mikkel. Ha un rapporto turbolento con Tronte, suo padre. Si percepisce che ha pessimi rapporti coi suoi genitori e questo è dovuto, molto probabilmente, alla sparizione di suo fratello, 33 anni prima. Inoltre intrattiene una relazione con Hannah Kahnwald. Nella timeline passata, il 1986, Ulrich è un adolescente, tra i più popolari del liceo di Winden. Fidanzato con Katharina, è un ragazzo ribelle e non molto ligio a seguire le regole.

Tutto questo ci fa pensare che Ulrich in passato abbia avuto un Disturbo della Condotta che consiste nel violare, in maniera ripetitiva e persistente, le regole imposte dalla società e i diritti degli altri.

Questo disturbo si è con il tempo evoluto in un disturbo di personalità borderline. Oscilla rapidamente lungo intensi stati di rabbia, furia, dolore, panico, terrore ed un feeling cronico di vuoto e solitudine. La sua marcata impulsività può metterlo nella condizione di compiere atti molto gravi come l’omicidio del giovanissimo Helge Doppler. Ulrich crede di poter impedire la morte di Mads e la scomparsa degli altri bambini uccidendo Helge. Ulrich colpisce il ragazzino con un sasso e lo abbandona privo di sensi all’interno del bunker accanto alla capanna nei boschi.

Le ultime novità sulla serie tv de “Il Signore degli Anelli”

Il Signore degli Anelli è uno dei franchise più importanti di sempre per l’industria dell’intrattenimento (e non solo), un mostro fantasy che Amazon ha deciso recentemente di addomesticare in una serie TV, ora entrata nelle prime fasi della sua produzione. Descritta come la serie TV più costosa di tutti i tempi, avendo apparentemente ottenuto un budget di circa un miliardo di dollari, la prima stagione sarà diretta (almeno per due episodi) dal regista Juan Antonio Bayona e le riprese partiranno a breve in Nuova Zelanda; ma quanto sappiamo veramente della serie?

Ecco tutto quello che sappiamo

Tratta dai romanzi scritti dal celebre professore inglese J.R.R. Tolkien, che già hanno dato vita ad una esalogia di lungometraggi firmati da Peter Jackson, la serie (che sappiamo già avrà più di una stagione) vedrà la sua première sul servizio di Amazon Prime Video.

La data d’uscita della serie TV de Il Signore degli Anelli

Una risposta ufficiale ancora non c’è ma la boss di Amazon Studios, Jennifer Salke, ha dichiarato apertamente che l’azienda si aspetta di lanciare la serie nel 2021, anche se molte persone “sperano che sarà già nel 2020”.
La produzione, come già abbiamo anticipato, entrerà nel vivo proprio in questo mese di novembre in Nuova Zelanda (ormai patria della Terra di Mezzo), quindi la data d’uscita dipenderà probabilmente da quanto velocemente saranno realizzate le riprese e la post-produzione. Anche ad essere ottimisti, di certo non la vedremo arrivare sulla piattaforma di video on demand prima della fine del 2020.

Il cast della serie

Prima di parlare del cast della serie TV, una precisazione. Non c’è ancora nulla di ufficiale, nel senso che il cast vero e proprio non è stato mai annunciato, ma sembrano ormai certi alcuni nomi; un po’ perché le notizie arrivano da fonti più che affidabili, un po’ perché Amazon non ha mai smentito tali nomi (come invece si è apprestata a fare in altre occasioni).
L’ex-attore di Game of Thrones, Joseph Mawle, sarà il principale villain della serie, il cui nome è Oren (ma di lui non sappiamo altro).
Markella Kavenagh sarà invece Tyra, un nome che non appare nei romanzi di Tolkien e che, in realtà, potrebbe non essere nemmeno il nome definitivo del personaggio. Quello che sappiamo del personaggio della Kavenagh è che sarà comunque uno dei ruoli principali nella serie.
Will Poulter (Maze Runner) farà invece parte del cast nel ruolo di Beldor, un altro personaggio di cui non sappiamo nulla. Qualcuno, probabilmente basandosi semplicemente sull’aspetto dell’attore, pensa si possa trattare di un elfo o un hobbit; ma non ci sono conferme a riguardo.

La trama

Ovviamente della trama non sappiamo nulla, essendo l’intera operazione tenuta sotto stretto riserbo. Qualcosa, però, Amazon l’ha rivelata nei mesi scorsi, dopo che numerosi rumor hanno iniziato a parlare di una trama che avrebbe coinvolto un giovane Aragorn e che si sarebbe poi ricongiunta a La Compagnia dell’Anello; ovvero la prima delle tre parti in cui è stato suddiviso il romanzo classico di Tolkien.
Questo, di fatto, avrebbe reso la serie TV de Il Signore degli Anelli un prequel del racconto (e un prequel anche per Lo Hobbit, ambientato poco prima dei fatti raccontati nel grande romanzo).
Amazon ha rivelato però che la serie sarà ambientata molto prima della venuta di Aragorn, suggerendo, attraverso la pubblicazione di una mappa interattiva, che l’intero show sarà ambientato durante la Seconda Era della Terra di Mezzo.

Supernatural, la più lunga serie fantasy americana ad andare in onda.

Consigliato a chi vuole addentrarsi in un’avventura dark fantasy lunga 307 episodi. Ma tranquilli, non ci si stancherà mai!

  • Titolo originale: Supernatural
  • Anno di produzione: 2005 – in produzione
  • Durata media degli episodi: 41 minuti
  • Stagioni: 15
  • Numero degli episodi: 307
  • Distribuzione streaming: Prime Video
  • Genere: horror, fantasy

Trama

I fratelli Dean e Sam Winchester sono rimasti orfani della madre quand’erano piccoli, a causa di una strana entità che ha fatto bruciare la donna fra le fiamme dell’infermo. Quel giorno, il padre dei due ha intrapreso una disperata caccia a tutto ciò è soprannaturale, per liberare il mondo dal male e trovare il responsabile della morte dell’amata moglie. Quando però l’uomo scompare, i figli decidono di portare avanti la sua missione.

I protagonisti

Sam e Dean Winchester

Sam è nato il 2 maggio 1983, ha un fratello maggiore, Dean, di quattro anni più grande di lui. Il suo nome deriva da quello del nonno materno, Samuel Campbel l.

Quando aveva esattamente sei mesi, il 2 novembre 1983, la madre Mary venne uccisa da un demone, Azazel, che la bruciò sul soffitto della cameretta del bimbo. Questo evento segnò profondamente le sorti della famiglia: il padre John decise di diventare un cacciatore, viaggiando alla ricerca di Azazel per poter vendicare la moglie, e Sam e Dean trascorsero l’infanzia muovendosi di città in città, addestrati dal padre a uccidere creature malvagie e soprannaturali.

Dean è nato il 24 gennaio 1979 da John e Mary Winchester a Lawrence, nel Kansas. Dean e Sam hanno trascorso l’infanzia muovendosi di città in città, addestrati da John a cacciare il soprannaturale.

Curiosità

Inizialmente, doveva essere l’attore Jensen Ackles, nella serie Dean, a interpretare il ruolo del Winchester più piccolo, Sam. Quando però Jared Padalecki si unì al progetto, i produttori capirono immediatamente quanto quest’ultimo impersonasse in modo migliore il carattere di Sam, e decisero quindi di proporre il ruolo più provocatorio e avventuroso di Dean ad Ackles. In seguito al successo della serie, nel 2007 DC Comics, sotto l’etichetta Wildstorm, ha pubblicato una raccolta di fumetti (sei in tutto) incentrata sulla figura di John Winchester, il padre dei due protagonisti. Il progetto, intitolato Supernatural: Origins, aveva lo scopo di raccontare gli eventi antecedenti la serie.

L’idea di Eric Kripke, creatore dello show, è stata sempre quella di terminare la storia che attraversa orizzontalmente gli episodi di Supernatural con la quinta stagione. Il successo della serie, tuttavia, ha incoraggiato The CW a proseguire il racconto con un nuovo capitolo. In disaccordo con la rete, Kripke ha preferito lasciare lo show e dedicarsi ad altri progetti.

Gran parte delle scene di Supernatural sono state girate a Vancouver, città canadese affermatasi negli ultimi anni come destinazione ideale per le produzioni televisive statunitensi per via degli allettanti sgravi fiscali. Soltanto il primo episodio è stato girato interamente a Los Angeles.

Un cast stellare per una serie macabra e pulp. Ecco a voi Penny Dreadful

Consigliato a chi ama serate con film horror e Halloween è la loro festa preferita. Sotto i 14 anni meglio di no.

Titolo originale: Penny Dreadful
Durata media degli episodi: 52 minuti
Stagioni: 3
Numero degli episodi: 8 + 10 + 9
Distribuzione streaming: Netflix
Genere: horror

Trama

Alcuni dei personaggi più terrificanti della letteratura – tra cui lo schivo e scettico Dott. Frankenstein e l’ambiguo e narciso Dorian Gray – sono in agguato negli angoli più bui della Londra vittoriana. La storia delle loro origini si intreccia con quella dell’aristocratico Malcolm Murray, uno dei maggiori esponenti dell’organizzazione impegnata nella caccia alle creature soprannaturali che infestano la città.

Gli dà manforte l’amica e collega Vanessa Ives, il cui compito è reclutare persone disposte a unirsi alla loro causa. Come Ethan Chandler, un rampollo e tiratore scelto caduto in disgrazia per la sua vita piena di eccessi.

Curiosità

Il titolo della serie, Penny Dreadful, si riferisce all’omonima pubblicazione diffusasi nel Regno Unito durante il XIX secolo. Il periodico, rivolto al proletariato e alla borghesia impiegatizia, contribuì con i suoi vividi racconti horror alla diffusione del romanzo gotico. La serie attinge ai personaggi che popolano la letteratura di genere del periodo, tra cui Dorian Gray de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, Mina Harker del Dracula di Bram Stoker e Victor Frankenstein e La Creatura del Frankenstein, o il moderno Prometeo di Mary Shelley.

Penny Dreadful è la prima serie originale di Showtime supportata da un blog di produzione ufficiale, The Penny Dreadful Production Blog. Il sito mette a disposizione dello spettatore un punto di vista privilegiato sul processo che ha portato alla realizzazione della serie a Dublino, in Irlanda, attraverso foto, video, interviste al cast e alla troupe.

Lost: voto 10. La serie che ha cambiato il modo di fare TV [No spoiler]

Una recensione di Lost è probabilmente una delle cose più complesse da scrivere che si possa pensare. Questa opera non è solo una serie tv ma è diventata rapidamente un mattone imprescindibile della cultura pop mondiale. La serie è stata acclamata fin dal pilot ed è divenuta rapidamente un vero e proprio cult, arrivando a essere definita da molti come la miglior serie tv mai creata. Lost, oltre ad aver vinto un Golden Globe e tre Emmy Awards, è stata anche inserita nel 2013 al 27esimo posto tra le serie meglio scritte nella storia della televisione. L’influenza nella cultura (pop e non solo) di questa opera si può comprendere dalle numerosissime citazioni e riferimenti sparsi in altre opere: fumetti, libri, film e serie tv.

Cosa convince 👍

La storia che ci pongono davanti gli scrittori (perché questo sono, persino più che sceneggiatori) è senza dubbio uno degli intrecci più complessi, ben articolati e originali che la letteratura (nel senso più esteso del termine) abbia visto. Lost, come avremo modo di dire successivamente, è un’esperienza unica che difficilmente si può esperire in altri luoghi o modi. Ciò che trasmette attraverso cliffhanger, flashback, discorsi diretti e indiretti e altre metodologie narrative non solo è bello, ma anche unico. Gli sceneggiatori non lasciano nulla al caso e grazie a numerosissimi flashback, discorsi diretti e indiretti permettono allo spettatore di scavare dentro all’animo di ognuno dei quasi 50 personaggi. Sembrerebbe un’impresa impossibile e caotica, ma la grandezza di Lost compare proprio ora: ogni personaggio, anzi, ogni persona in questa opera è unica e con una caratterizzazione che è raro non solo vedere in serie tv o film ma persino in libri. Quasi ogni dettaglio della vita di ciascuno viene descritta e narrata spesso da più punti di vista e, come un mattoncino dopo l’altro, va a formare colui o colei che abbiamo di fronte.

Lost non è solo un’opera, una serie tv o una sceneggiatura. Lost è un universo. Ogni puntata lo comprendiamo sempre di più fino a quando cominciamo a sentire il bisogno impellente di iniziare a scrivere, teorizzare, complottare e capire. Non è raro scoprire che amici, parenti o persone che hanno cominciato la serie andando avanti hanno iniziato a tenere veri e propri diari o appunti per tenere a mente o per creare legami e collegamenti. Lost è questo: un’esperienza tanto intensa e potente da destabilizzarci. Non siamo abituati, da nessun medium, a entrare tanto in qualcosa e questo potrebbe quasi spaventarci. Il vivere quest’opera all’epoca dell’uscita è stato uno dei momenti che hanno forgiato la cultura pop; il viverla ora, da soli, può essere altrettanto intenso se lo vogliamo.

Cosa non convince 👎

Sono diverse le critiche che possiamo rivolgere a questo capolavoro. La prima è senza dubbio la confusione che comincia a creare quando la serie si complica. Buffo il fatto che ciò accada principalmente da quando è l’isola a venire ruotata. Da lì la realtà, già poco tradizionale, inizia a distorcersi sempre di più e noi spettatori iniziamo a non capisci più niente.

Arriviamo però alla base di tutti questi problemi. La Serie Lost doveva durare inizialmente 4 stagioni, poi si è deciso di allungarla visto il grandissimo successo che stava riscuotendo. Purtroppo, questo ha costituito una forzatura nella trama. Da quel momento molti elementi diventano forzati e vengono anche inserite vicende che invece di facilitare la comprensione la incasinano totalmente. Questo è il classico caso in cui la minestra viene allungata per guadagnarci di più e, per quanto nessuno avrebbe mai voluto che Lost finisse, non è stata una cosa del tutto apprezzata.

Il finale di Lost è uno degli argomenti più discussi fra i fan di Serie Tv di tutto il mondo. Dopo 6 stagioni in cui ogni ipotesi sulle motivazioni alla base delle vicende nascono e muoiono continuamente, si arriva alla soluzione finale, si arriva alla verità. Alcuni non ci volevano credere, altri se lo aspettavano, altri rimangono sbalorditi, insomma il finale di questa fantastica Serie ha lasciato tutti, chi per un motivo, chi per un altro, a bocca aperta.

Miglior personaggio 🏆

John Locke (interpretato da Terry O’Qinn) voto: 10. Cos’è Lost? Lost è John Locke! La serie non avrebbe avuto successo senza di lui. È stato il personaggio più controverso e allo stesso più speranzoso di tutti i tempi. Vissuto su una sedia a rotelle fino all’arrivo sull’isola dove miracolosamente riprendere a camminare. Ed è proprio la Fede che fa andare avanti Locke nella vita. Senza una donna accanto, senza nessuno a cui appigliarsi a parte il suo Credo, finirà per commettere dei veri e propri sacrifici umani, “voluti dall’isola”, per rimanere in quel luogo di cui non poteva più fare a meno. Personaggio azzeccato che rimarrà nella storia delle series tv.

Game of Thrones: voto 10. La serie TV dei record [No spoiler]

L’influenza e il seguito generati da Game of Thrones sono pari a quelli di Twin Peaks, che rivoluzionò il concetto di serie televisiva stesso, o Friends che, ancora adesso, gode di un nutritissimo gruppo di fan. Game of Thrones è stato uno spartiacque che per molti versi ha segnato un prima e un dopo – e non a caso fin qui ha vinto ben 314 premi internazionali su 505 candidature. Dopo quasi un decennio ecco che ci ritroviamo a non dover più attendere il ritorno a Westeros come appuntamento annuale, eccoci a salutare definitivamente tutti quei personaggi che, dal 2011 ad oggi, abbiamo imparato ad amare.

Cosa convince 👍

La serie Tv statunitense ha avuto il merito di poratre sul piccolo schermo un’ambizione spettacolare che era propria solo dei film per il cinema e ci ha fatto innamorare delle performance di straordinari attori. Uno fra tutti Peter Dinklage vincitore, grazie al Trono di Spade, di 4 Emmy Award e 1 Golden Globe.

Uno degli aspetti più interessanti e coraggiosi di Game of Thrones è stato la sensazione di incertezza che aleggiava attorno a ogni personaggio. Pensate a Ned Stark, protagonista assoluto della prima stagione, che muore lasciando tutti i fan a bocca aperta. Ammettetelo, siete rimasti tutti sconvolti. Per non parlare poi delle Nozze Rosse, in cui Robb Stark, sua madre Catelyn e mezza corte viene squartata e fatta a pezzi dai Frey. Oppure la morte ingloriosa di Barristan Selmy, che nei romanzi è ancora vivo e vegeto. Non è facile per una serie TV osare tanto, cambiando la morte di alcuni personaggi e omettendo personaggi principali che nei libri avevano ruoli molto importanti. Non lo è. Perché un fan si affeziona e si identifica con un personaggio, diventa quasi un suo tifoso e lo difende anche in quel mondo oscuro e pieno di terrori che è il web. Game of Thrones è riuscito a costruire dei personaggi ricchi di carattere e fascino. Ognuno rappresenta qualcosa: purezza, risolutezza, arroganza, lussuria e ogni altro pregio o difetto dell’animo umano.

Cosa non convince 👎

Perché tutta questa fretta? E’ questa la domanda che ha rimbalazato nella testa della maggior parte dei fan di Game of Thrones dopo il finale della Serie Tv.

La critica più dura rivolta alla Serie Tv è stata per il suo finale senza senso e assolutamnete privo di emozioni. Siamo consapevoli che qualunque tipo di finale avrebbe scontentato qualcuno. Ognuno ha il diritto di provare quello che vuole davanti alla fine di Game of Thrones. I sentimenti possono anche essere contrastanti. Ed è bello che ci siano persone fermamente convinte di non aver sprecato il loro tempo.

Nel corso delle stagioni, Game of Thrones ha totalmente mutato pelle. Le prime sei stagioni sono paragonabili ad un’opera d’arte. Poi Weiss e Benioff si sono ritrovati a portare avanti una storia che si reggeva in piedi grazie ai libri di George R.R. Martin, romanzi che si sono esauriti da un bel pezzo. Durante la sua evoluzione infatti Il Trono di Spade si è dovuto allontanare dalla storia raccontata nei cinque libri già editi, che al termine della sesta stagione erano stati raggiunti senza che Martin fosse lontanamente pronto a pubblicare l’annunciato The Winds of Winter, sesto volume dei sette inizialmente programmati per la saga nota come Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. È stato proprio in quel momento che i due sceneggiatori, costretti a inventare di sana pianta il futuro di quei personaggi tanto amati dal pubblico, hanno annunciato di voler chiudere la serie nello spazio di due stagioni. La settima stagione è stata chiaramente costituita da sette episodi di transizione che avrebbero dovuto portare al gran finale. Un finale pessimo.

Questa ottava stagione è sembrata, in certi punti, molto piatta e sterile. A episodi sensazionali come la Battaglia di Grande Inverno o Le campane, hanno fatto da contraltare puntate che sembravano lontanissime dagli standard qualitativi a cui HBO ci aveva abituati. Ma non dal punto di vista registico. No. Il problema è stato quello di dilatare senza ragione alcune situazioni e alcuni avvenimenti per poi condensarne altri con eccessiva fretta. La volontà di chiudere in sei episodi avrà sicuramente reso necessaria un’operazione di taglia e cuci consistente, ma la sensazione è che manchi qualcosa in certi punti, che certe cose siano lasciate un po’ al caso o alla comprensione implicita dei fan.

Migliori personaggi 🏆

Tyrion Lannister (interpretato da Peter Dicklage) voto: 9,5. Dimostra di avere un grande spessore, avallando il fatto che non esistono armi più forti delle parole e alleati più fedeli di una grande storia. Decisivo con le sue prese di posizione nei momenti chiave della storia, anche nel finale

Arya Stark (interpretata da Maisie Williams) voto: 9. Il suo percorso è interessante, affinando la tecnica dei volti riesce ad uccidere molti dei suoi nemici (vendicando la sua famiglia) e il suo apice lo raggiunge quando uccide il Re della notte, dimostrando di avere doti da leader. Da lì in poi però non gioca più nessun ruolo e sul finale decide di esplorare terre di cui non si conosce l’esistenza.

La tecnologia che ci da comodità e paranoia. Il mondo di Black Mirror

Consigliato per tutti gli amanti della tecnologia (smartphone, computer, tablet, televisori, etc.) e che sanno digerire tematiche cupe, inquietanti e spesso brutali. Ogni episodio racconta una storia diversa, con attori sempre nuovi. Assolutamente sconsigliato ai minori di 12 anni.

  • Titolo originale: Black Mirror
  • Durata media degli episodi: 55 minuti
  • Stagioni: 5
  • Numero degli episodi: 3+4+6+6+3
  • Distribuzione streaming: Netflix
  • Genere: drammatico, fantascienza

Trama

Una brillante antologia di storie sul disagio collettivo nei confronti del mondo moderno – racconti provocatori e carichi di suspense su temi che riguardano la tecno-paranoia contemporanea. Senza ombra di dubbio, la tecnologia ha trasformato tutti gli aspetti della nostra vita. In ogni abitazione, su ogni scrivania, in ogni mano c’è uno schermo al plasma, un monitor o uno smartphone: uno specchio nero, un “black mirror” su cui si riflette la nostra esistenza nel XXI secolo.

Il trailer della quinta stagione

Curiosità

Come serie antologica, ogni episodio di Black Mirror racconta una storia diversa, in un’ambientazione diversa, con un cast diverso, in una realtà diversa. In onda dal 2011 al 2014 sulla rete britannica Channel 4, due anni più tardi la conclusione della seconda stagione, la serie è stata acquisita da Netflix, che ne ha ordinato un terzo ciclo di 12 episodi, successivamente diviso in due stagioni di 6 episodi ciascuna. Descritta come un ibrido tra The Twilight Zone e Il brivido dell’imprevisto (Tales of the Unexpected), Black Mirror è una creazione di Charlie Brooker, che in un’intervista con The Guardian ha spiegato: “Se la tecnologia è una droga – e lo sembra – allora quali sono esattamente gli effetti collaterali? Quest’area – tra piacere e disagio – è dove Black Mirror, la mia serie, si colloca. Lo ‘specchio nero’ del titolo è quello che troverete su ogni muro, su ogni scrivania, nel palmo di ogni mano: lo schermo freddo e lucente di un televisore, un monitor, uno smartphone”.

Stranger Things. La serie che ci fa tornare agli anni ’80.

Consigliato per gli amanti dei fantasy d’avventura con adolescenti come protagonisti, per chiunque sia appassionato dei Goonies, Stand by me e ET. E’ una serie tv con mostri in cui è presente sempre una certa tensione emotiva, pertanto la visione ai minori di 12 anni è consigliata solo in presenza di un adulto.

  • Titolo originale: Stranger Things
  • Durata media degli episodi: 55 minuti
  • Stagioni: 3 (in arrivo la 4)
  • Numero degli episodi: 8
  • Distribuzione streaming: Netflix
  • Genere: adventure drama fantasy

Trama

Nell’idillica cittadina di Hawkins, nell’Indiana del 1983, le vite ordinarie di un piccolo gruppo di giovani nerd, delle loro famiglie danneggiate e di una comunità sonnolenta sono stravolte in modi diversi dalla scomparsa di un dodicenne, Will. Mentre amici, familiari e una polizia a corto di risorse e spirito d’iniziativa portano avanti le ricerche, talvolta sconfinando l’uno nel territorio dell’altro, attorno al caso si muovono inquietanti forze misteriose che coinvolgono esperimenti governativi top-secret, presunte creature mostruose e una strana bambina con un nome e un appetito ancora più strani.

Curiosità

Hawkins, l’immaginaria cittadina dell’Indiana che fa da ambientazione alla serie, corrisponde nella realtà a Jackson, un comune nella Contea di Butts, in Georgia. Durante le prime fasi dello sviluppo, gli autori avevano scelto Montauk, l’omonima cittadina nello stato di New York, come scenario delle vicente. Montauk era stato scelto anche come titolo della serie.

Una serie cult e iconica

Creata nel 2016 dai fratelli Matt e Ross Duffer per Netflix, a distanza di quattro anni dal suo debutto Stranger Things si è aggiudicata il titolo di serie tv più seguita e apprezzata della nota piattaforma streaming, diventando un piccolo instant cult dedicato ad un pubblico inizialmente di nicchia, ma che col tempo ha saputo catturare anche l’attenzione di un’ampia cerchia di spettatori occasionali. Complici le ambientazioni che hanno fatto la gioia degli amanti del revival anni ‘80, un cast composto da grandi star e giovani talenti in ascesa, i continui riferimenti alla cultura nerd dell’epoca – da giochi come Dungeons & Dragons alle numerose citazioni cinematografiche – e le musiche ricercatamente contestualizzate, a partire dall’ormai celebre tema musicale realizzato a suon di synth, la sigla (vedi sopra) è un autentico capolavoro Lo show dei Duffer è riuscito a tenere il pubblico incollato al piccolo schermo per tutta la durata delle sue tre stagioni. E promette di fare altrettanto con il suo atteso ritorno.